La nuova disciplina europea sui rifiuti è stata approvata definitivamente dalla commissione il 20 ottobre 2008 e sostituirà integralmente la 2006/12/Ce relativa ai rifiuti, la 91/689/Cee relativa ai rifiuti pericolosi e la direttiva 75/439/Cee sulla eliminazione degli oli usati; gli Stati membri avranno 24 mesi di tempo dalla sua entrata in vigore per recepirne i contenuti.
Tra le novità principali, le conferme e le modifiche apportate si segnalano i seguenti punti:
- definisce con maggiore chiarezza le nozioni di sottoprodotti e materie prime secondarie e introduce di una chiara e definita distinzione fra le operazioni di recupero e di smaltimento. Si stabilisce un ordine di priorità tra le diverse forme di recupero inserendo al primo posto il riutilizzo, poi il riciclaggio e infine il recupero di altro tipo. In particolare si distingue nettamente il recupero di materia (privilegiato) da quello di energia.
- Mantiene la possibilità di smaltire i rifiuti anche attraverso l’incenerimento senza recupero energetico (D10) anche se specifica quando gli impianti di trattamento dei rifiuti solidi urbani possono essere compresi nelle operazioni di recupero (in base alla loro efficienza energetica e alla loro data di autorizzazione);
- rafforza le misure per la prevenzione della produzione dei rifiuti (“programmi di prevenzione”) introducendo un approccio che tenga conto dell’intero ciclo di vita dei prodotti e materiali e non soltanto nella fase in cui diventano rifiuti. Questa impostazione offre la possibilità agli Stati membri di discostarsi dalla gerarchia quando la valutazione del ciclo di vita e anche dei costi/benefici indichino chiaramente che un’operazione di trattamento alternativo dia risultati migliori per uno specifico flusso di rifiuti.
- rafforza l’attenzione sulla riduzione degli impatti ambientali connessi alla produzione e alla gestione dei rifiuti per rafforzare il loro valore economico e favorisce il recupero dei rifiuti e l’utilizzazione dei materiali di recupero per preservare le risorse naturali.
Spetterà agli Stati membri adottare tali misure e raggiungere gli obiettivi predisposti dall’Ue nei tempi previsti.